INADEMPIMENTO, ILLECITO E RISARCIMENTO DEL DANNO NEL RAPPORTO DI LAVORO

INADEMPIMENTO, ILLECITO E RISARCIMENTO DEL DANNO NEL RAPPORTO DI LAVORO

SCUOLA SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA
STRUTTURA TERRITORIALE DI FORMAZIONE DECENTRATA DEL DISTRETTO DI MILANO

Via Freguglia 1 - 20122 Milano

22-23-24 maggio 2019 

PRESENTAZIONE DEL CORSO
Il corso si propone la trattazione e l’approfondimento delle principali problematiche in punto di indennizzo e risarcimento del danno nell’ambito del rapporto di lavoro di natura subordinata: questioni che, pur essendo ricorrenti nella quotidianità del contenzioso in materia giuslavoristica, continuano a presentare non poche criticità.
Da un lato, si tratta di una materia fondata su istituti affini, ma differenti, che di frequente vengono erroneamente sovrapposti ove invocati a fondamento di azioni risarcitorie; dall’altro, le controversie involgono spesso la posizione dell’Ente Assicurativo, con conseguente complicazione nell’accertamento del riparto di competenze e responsabilità.
I temi dell’infortunio e della malattia professionale mantengono piena attualità a fronte della perdurante difficoltà di tracciarne le linee distintive, individuare presupposti e limiti della responsabilità datoriale, definire il riparto di competenze tra INAIL e datore di lavoro, circoscrivere lo spazio del risarcimento da quest’ultimo dovuto. Si tratta, peraltro, di una materia destinata a presentare ulteriori criticità specifiche a seguito dell’introduzione del cosiddetto “lavoro agile” di cui alla Legge 81/2017, che consente l’ordinaria delocalizzazione della prestazione lavorativa tipicamente stanziale ed espressamente regola le questioni inerenti alla sicurezza sul lavoro, malattie e infortuni, con una disciplina specifica per l’infortunio in itinere.
A seguito della riforma di cui al Jobs Act e della riscrittura dell’art. 2103 c.c., oltremodo complesso risulta l’inquadramento sostanziale della materia dello jus variandi e dei presupposti per la definizione dell’eventuale inadempimento datoriale. La nuova norma sembrerebbe aver l’effetto di ampliare l’ambito delle mansioni contrattualmente esigibili; parrebbe, inoltre, legittimare l’assegnazione a mansioni inferiori a fronte del ricorrere di determinate condizioni oggettive: in questo contesto, comprendere quali forme possa assumere l’inadempimento datoriale, e su quali diritti del prestatore possa negativamente riverberarsi, costituisce il presupposto logico-giuridico di qualsiasi indagine in ordine alle possibili forme di ristoro.
Il capitolo della discriminazione sta assumendo sempre più un ruolo centrale nel complesso universo del contenzioso del diritto del lavoro. Sotto il profilo prettamente giuridico, si tratta di una delle materie che presentano le maggiori connessioni dirette con l’ordinamento dell’Unione Europea e con le tutele costituzionalmente garantite al prestatore. Sotto il profilo propriamente lavoristico, la discriminazione ha l’attitudine a influire sull’accesso al lavoro, sullo svolgimento della relazione lavorativa, sull’esito stesso del rapporto: a ciascuno di questi fenomeni si
correlano differenti possibili modalità di rimozione della condotta vietata e di risarcimento del danno, per quanto l’accertamento del fatto costitutivo del diritto si caratterizzi per le medesime criticità probatorie e per comuni – e parzialmente derogatorie – regole processuali.
I sistematici e reiterati atteggiamenti ostili che finiscono per assumere forme di prevaricazione o di persecuzione psicologica, e da cui può conseguire la mortificazione morale e l’emarginazione del dipendente, configurano la condotta di mobbing: comportamento senz’altro rilevante ai sensi dell’art. 2087 c.c., che è norma primaria costitutiva di obblighi, con una portata precettiva tale da ricomprendere qualsiasi atto comunque lesivo della persona del dipendente. Si tratta, tuttavia, per il lavoratore ricorrente, della materia che presenta le maggiori insidie e i più complessi oneri probatori, non soltanto avuto riguardo alla ricostruzione della vicenda lavorativa patologica, ma altresì in punto di nesso di causalità e danno.
Infortunio, malattia, demansionamento, discriminazione e mobbing sono, dunque, le direttrici lungo le quali si snoda questo incontro di studio, e che poggiano sul piano comune del complesso tema del risarcimento del danno.
La prospettiva di studio suggerita è quella di un percorso “accompagnato” lungo le tappe fondamentali del processo: la definizione del quadro sostanziale di riferimento, le peculiarità processuali – soprattutto – avuto specifico riguardo al tema dell’onere della prova, la definizione delle possibili forme di ristoro, sino ai criteri di quantificazione del risarcimento economico.

PROGRAMMA

Mercoledì 22 maggio 2019
14.30 Introduzione dei lavori e saluti
15.00 Infortunio sul lavoro e malattia professionale: profili definitori e criteri distintivi
Prof. Giuseppe Ludovico – Università degli Studi di Milano
15.15 La competenza INAIL nella moderna estrinsecazione del rapporto di lavoro subordinato
Avv. Elena Sica – Avvocatura INAIL Brescia
16.45 Pausa
16.00 I presupposti della responsabilità datoriale
Avv. Aldo Garlatti – Foro di Milano
16.30 Il risarcimento alla luce della giurisprudenza di legittimità e dei più recenti interventi normativi
Antonella Ciriello – Corte di Cassazione
17.00 Dibattito
17.30 Chiusura dei lavori

Giovedì 23 maggio 2019
9.00 Introduzione dei lavori
9. 30 Il nuovo art. 2103 c.c.: la progressiva dilatazione dello jus variandi
Prof. Marco Marazza – Università di Roma “Universitas Mercatorum”
10.00 La professionalità specifica del lavoratore: un diritto ancora meritevole di tutela?
Prof.ssa Patrizia Tullini – Università degli Studi di Bologna 

10.30 Pausa
11.15 L’eccezione di inadempimento come forma di difesa
Giulia Dossi – Corte d’Appello di Milano, Sezione Lavoro
11.45 Il danno da demansionamento, danno patrimoniale e danno non patrimoniale
Luigi Pazienza – Tribunale di Milano, Sezione Lavoro
12.15 Dibattito
13.00 Chiusura dei lavori


Giovedì 23 maggio 2019
14.30 Introduzione dei lavori
14.45 Discriminazione: la definizione nel solco del principio di tipicità
Francesca Spena – Corte Cassazione
15.15 Il giudizio di accertamento della condotta discriminatoria
Avv. Alberto Guariso – Foro di Milano
16.45 Pausa
16.00 Le molestie sul luogo di lavoro
Avv. Tatiana Biagioni – Foro di Milano
16.30 La tutela del lavoratore discriminato: risarcimento in forma specifica o ristoro economico
Monica Bertoncini – Tribunale di Bergamo
17.00 Dibattito
17.30 Chiusura dei lavori

Venerdì 24 maggio 2019
9.00 Introduzione dei lavori
9. 30 Mobbing, bossing, straining: la degenerazione del rapporto di lavoro
Daniela Paliaga – Tribunale Lavoro Torino
10.00 Il mobbing nel rapporto di lavoro con le Pubbliche Amministrazioni
Antonio De Vita – TAR Lombardia Milano
10.30 Pausa
11.15 Aspetti clinici del mobbing
Dott.ssa Giovanna Castellini – Centro Stress e Disadattamento Lavorativo, Dip. di Medicina Preventiva, Fondazione IRCCS “Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico”, Milano
11.45 Indennizzabilità delle malattie professionali da mobbing
Avv. Giovanni De Luca – Avvocatura INAIL Brescia
12.15 Dibattito
13.00 Chiusura dei lavori

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