L’ingegneria del futuro: il Preside Fabrizio Maturo racconta a ItaliaOggi la nuova LM-33 di Universitas Mercatorum

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Il Preside Fabrizio Maturo spiega perché il futuro dell'ingegneria richiede competenze integrate tra meccanica, digitale, energia e sostenibilità

Meccanica, automazione, digitale, energia e sostenibilità non sono più ambiti separati, ma parti di un unico sistema che richiede oggi figure professionali capaci di governarne la complessità. È da questa consapevolezza che nasce la nuova laurea magistrale LM-33 in Ingegneria industriale e dell'innovazione di Universitas Mercatorum, presentata da Fabrizio Maturo, Preside della Facoltà di Scienze Tecnologiche e dell'Innovazione dell'Ateneo, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano ItaliaOggi.

Perché nasce ora la nuova laurea magistrale in Ingegneria industriale

Secondo il professor Maturo, la decisione di attivare la LM-33 nasce dall'incontro di tre evidenze convergenti.

La prima riguarda la solidità della domanda formativa: la classe LM-33 conta oggi oltre 12mila iscritti a livello nazionale, con un aumento dell'8,7% degli ingressi al primo anno rispetto al periodo precedente.

La seconda evidenza è legata al mercato del lavoro, che continua a richiedere laureati in ingegneria industriale con difficoltà di reperimento molto elevate: le imprese italiane programmano oltre 44mila assunzioni, ma il 66% dichiara di incontrare ostacoli nel trovare i profili giusti.

La terza motivazione riguarda infine il cambiamento dei sistemi produttivi, nei quali progettazione meccanica, automazione, dati, energia e sostenibilità non possono più essere affrontati separatamente, ma richiedono una gestione integrata.

I tre percorsi della LM-33 di Unimercatorum

La nuova laurea magistrale biennale della classe LM-33 si articola in tre percorsi:

  • Prodotti e sistemi industriali, focalizzato su progettazione meccanica, produzione e gestione dei sistemi industriali;

  • Industria e innovazione digitale, dedicato ad automazione, robotica, dati e tecnologie digitali per la fabbrica intelligente;

  • Sistemi energetici e industria, orientato a energia, impianti e sostenibilità per la transizione energetica.

I tre indirizzi condividono una base culturale comune, costruita su modellazione, misure, tecnologie di produzione, economia e gestione dei progetti. Una struttura pensata — spiega Maturo — per evitare sia una formazione troppo generalista sia una specializzazione eccessivamente limitata.

Il corso dà ampio spazio anche a modellazione e simulazione, strumenti che permettono di collegare teoria e applicazione, confrontare scenari progettuali e verificare le prestazioni prima della realizzazione pratica.

Il ruolo dell'intelligenza artificiale e la sfida di Industria 5.0

Nell'intervista, il Preside affronta anche il tema dell'intelligenza artificiale, definita una tecnologia trasversale: non un insegnamento autonomo dedicato, ma una competenza che attraversa diversi ambiti applicativi, dalla manutenzione predittiva alla diagnostica, dal controllo qualità alla robotica collaborativa, fino all'ottimizzazione delle linee produttive.

Il riferimento esplicito a Industria 5.0 — riportato anche nel documento di presentazione del corso — segna il posizionamento strategico della nuova laurea: non basta più parlare di automazione e digitalizzazione, ma occorre integrare sostenibilità, resilienza e centralità della persona, migliorando produttività e qualità senza trascurare sicurezza, efficienza energetica e qualità del lavoro.

Una laurea magistrale in modalità telematica: come si affronta la sfida della didattica a distanza

Uno dei temi più delicati toccati nell'intervista riguarda la compatibilità tra una disciplina tradizionalmente associata alla didattica in presenza — come l'ingegneria — e un'offerta formativa erogata in modalità telematica.

Il modello formativo di Unimercatorum integra lezioni online, attività sincrone, laboratori virtuali, software professionali, biblioteca digitale e un tirocinio da 12 crediti formativi. Secondo Maturo, la qualità della formazione non dipende dalla presenza fisica in aula, ma dalla capacità di affrontare problemi realistici e verificare concretamente gli apprendimenti.

La modalità telematica, inoltre, punta a ridurre gli ostacoli territoriali e organizzativi che spesso impediscono a lavoratori e professionisti già inseriti nel mondo del lavoro di aggiornare le proprie competenze senza interrompere l'attività lavorativa.

A chi si rivolge e quali sono gli sbocchi occupazionali

Il corso si rivolge principalmente ai laureati della classe L-9, ma anche a chi proviene da altri percorsi ingegneristici in possesso dei requisiti richiesti, oltre che a professionisti già attivi nelle imprese manifatturiere, energetiche o impiantistiche.

Il tema del divario di genere nelle discipline STEM

Nell'intervista, Maturo affronta anche il tema della parità di genere nelle discipline STEM: la classe LM-33 presenta oggi una presenza femminile ancora contenuta, e il nuovo corso viene indicato come un'occasione per rafforzare le azioni previste dal Gender Equality Plan dell'Ateneo, attraverso orientamento mirato, mentoring, valorizzazione di modelli professionali femminili e monitoraggio dei percorsi delle studentesse.

Il legame con il mondo del lavoro

Il tirocinio da 12 crediti rappresenta una componente centrale del percorso, pensata per consentire agli studenti di confrontarsi con problemi reali, applicare metodi e strumenti, documentare le decisioni e sviluppare consapevolezza professionale. Il rapporto con il sistema delle Camere di commercio e con le imprese dovrà tradursi in esperienze concrete, project work, casi aziendali e tesi su esigenze reali del mondo produttivo.

La promessa agli studenti

Alla domanda su quale sia, in conclusione, la promessa fatta agli studenti, il professor Maturo è chiaro: "Non possiamo promettere un posto di lavoro. Possiamo però garantire una proposta formativa chiara: offrire gli strumenti per comprendere, progettare e governare sistemi industriali complessi, integrando competenze meccaniche, digitali, energetiche e gestionali".

La credibilità del nuovo corso di laurea magistrale, conclude il Preside, si misurerà nel tempo attraverso la qualità della formazione, dei tirocini e dei risultati che gli studenti sapranno raggiungere.

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